lupinus

Lupinus

Progettare giardini significa essere consapevoli del fatto che le piante, a progetto finito, saranno il fulcro attorno al quale si muoveranno le persone e gli arredi, le luci e i colori. L’atmosfera del giardino.

L’aspetto architettonico è fondamentale: le forme delle aiuole, i gazebi, la scelta di posizionare una pianta di media o bassa altezza, i materiali, tutto concorre nel formare un insieme che deve risultare in armonia. Ma per ottenere l’effetto desiderato – che può essere romantico, naturale, pomposo piuttosto che minimal – il colore deve essere tra le prime varianti da prendere in considerazione.

Come quando ci si veste e si associano i colori armonicamente, anche un giardino deve risultare piacevole e le tinte devono sposarsi in modo che l’insieme regali sensazioni precise. La differenza fondamentale tra le due cose è che i vestiti sono oggetti e per questo invariabili (lavaggi sbagliati esclusi!), mentre i fiori no! Sbocciano in tempi diversi e spesso non quando vorremmo. Per questo, creando una bordura, è necessario verificare l’epoca di fioritura delle varietà selezionate. Sarebbe mokto demoralizzante attendere la fioritura di un’aiuola e poi scoprire che i fiori che abbiamo pensato di mettere a dimora sbocciano in tempi diversi e le combinazioni di colore a cui abbiamo pensato sono impossibili nella realtà.

Non solo, un colore regala sensazioni ben distinte, che variano anche a seconda della luce e delle ombre. Il bianco, per esempio, è un colore “pulito”, “puro” e risalta in modo magnifico all’ombra, mentre si perde con la luce forte del sole.

Il giallo, è il colore della luce. E’ vivace e grintoso. Per questo, se abbinato a tinte sbagliate, costruisce un insieme troppo caldo e pesante (con i rossi e gli arancioni, per esempio); se, al contrario, si sposa con toni a forte contrasto ma ben studiati (viola) o complementari (blu, azzurro) o ancora a colori freddi ma più delicati (rosa), crea rispettivamente un’effetto allegro, raffinato o delicato.

Oggi, in particolare, parlerò di associazioni di giallo e viola nelle loro sfumature,suggerendovi come ottenere una fioritura in questi due colori a partire dalla primavera fino all’estate.

In generale, per semplificare la creazione di una bordura o di un’aiuola, è sempre conveniente utilizzare i bulbi (si mettono a dimora in autunno) e integrarli con piante perenni  annuali (queste ultime si possono seminare di primavera in primavera per avere effetti diversi di anno in anno)

In aprile, Narcisi, Tulipani e Muscari possono riempire un buono spazio che si può integrare con Viola cornuta, Doronicum caucasicum, Primula vulgaris, Primula denticulata.

narciso

Narcissus

A primavera inoltrata, la scelta è ancora più ampia: Allium, Phlox douglasii, Limnanthes douglasii, Iris, Delphinium. E anche le Peonie, di cui esistono ormai decine di varietà, si trovano sia nel giallo che nel viola. Per non parlare dei lupini (Lupinus), di cui esiste persino una varietà che contiene giallo e viola insieme.

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Delphinium

In estate, la stagione in cui questi due colori potrebbero esprimersi al meglio, si può scegliere tra Verbena bonariensis, Hemerocallis, Aster.

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Hemerocallis

Giallo e viola sono due colori forti che, a mio parere, vanno mischiati smorzando i toni di uno o del’altro (associando, per esempio, il giallo intenso del Lupinus al lilla del Delphinium elatum “Blushing brides”).

L’effetto che otterrete accostando questi due colori sarà in ogni caso vivace, allegro. I fiori che portano questi colori vogliono quasi tutti il sole (a parte eccezioni come la Vinca) ed è questo il contesto in cui riusciranno a far parlare di gioia il vostro giardino.


Il mondo dei giardini non è luccicante. Può apparire vivace, festoso – come le aiuole miste di lupini, delphinium e aster – ma , chissà come mai, ha sempre un’aurea di mistero intorno. Sembra quasi che più i colori sono belli e gli accostamenti perfetti, più fanno paura, come se ci fosse un parallelismo tra un bel fiore e la difficoltà nel curarlo. Pur non essendo affatto vero, è forse questo timore che rende difficile avvicinare le persone ai giardini.

Beh, qualcuno ci è riuscito. No, non parlo delle grandi figure inglesi che hanno trasformato giardini in meraviglie e ne hanno scritto in articoli di giornale a persone che, per cultura, avevano fin da piccoli la mente predisposta verso il giardino. Parlo di un uomo che, pur essendo il più grande progettista italiano vivente, non si è accontentato di lavorare sui disegni di grandi parchi e li ha fatti aprire ai profani lasciando che restassero a bocca aperta e si innamorassero – anche solo per qualche istante – dei fiori.

Lo scorso week-end sono stata a “3 giorni per il giardino” (e ripeto: “per il giardino”, non per noi, per lui, per loro, ma solo per il giardino), un mercato di piante e fiori incastonato in un castello sperduto vicino a Ivrea, Piemonte. Lo ha voluto lui, Paolo Pejrone, colui che ha creato i viali di spiree spumeggianti che portano al castello di Masino e poi, con il suo abbigliamento così tanto “giardiniere raffinato”, completo di cappello onnipresente, ha voluto le sue amate piante esposte a tutti, spiegate, mostrate nel contesto più bello possibile.

Ormai è passato e i tre giorni sono volati. Ma – sapete una cosa? – i fiori restano.

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Tra gli altri, Allium rosenbachianum, Lupinus, Digitalis purpurea var. alba, Armeria maritima, Scabiosa, Phlox paniculata, Salvia Viola Klose.