Una farfalla posata su un fiore di Verbena bonariensis

Una farfalla posata su un fiore di Verbena bonariensis

La prima volta che ho visitato il giardino di una mia amica irlandese (quindi una che per cultura ha nel dna il concetto di giardino, verde, bordure, fiori) era estate.

Mi ricordo che nel cortile di fronte alla casa c’erano queste grandi aiuole rialzate dove la Datura e le sue grandi campane mi avevano ipnotizzato. Erano esattamente dove dovevano stare. Nel posto perfetto, incrociate ad altre piante che la lasciavano dominare facendole, nello stesso tempo, una compagnia perfetta.

Quando ho staccato gli occhi da quella aiuola ho notato che c’era qualcos’altro di così perfettamente inglese da lasciarmi incantata lì, in mezzo al giardino. Di Verbena bonariensis ne ho vista tanta, in tante bordure. Ma c’è qualcosa nel gusto inglese per le bordure che la rende diversa, con quel suo spiccare tra le piante più basse come se fosse lì a caso. Che poi, in effetti, lei decide spesso di mettersi in un posto a caso del giardino. E se si può, è bello lasciarla fare oppure assecondare la sua indole. Esattamente come fanno gli inglesi.

La mischiano con le Carex, delle graminacee che riempiono da sotto il vuoto che lascia il suo portamento slanciato. E la affiancano a Gaura e Salvie ornamentali. La Verbena bonariensis, infatti, ha un color viola decisamente non volgare, con sfumature che si sposano benissimo con i bianchi rosati della Gaura, ma anche con l’arancio tenue di una Salvia “Il pellegrino”.

In realtà, nel mio giardino la immagino più vicina alla mia Rosa Mutabilis, che ha fiori che sbocciano in un arancio chiaro ma luminoso e in due giorni passano al rosa e poi al fucsia.

Sì, penso che le avvicinerò, ora sono troppo lontane tra loro.


C’è qualcosa che qualsiasi città dovrebbe avere: un mercato di fiori.

Non è solo qualcosa per gli appassionati. Ne sono certa, piace anche a chi non ama staccarsi dai ritmi della città e non pensa sia una buona idea trascorrere una giornata in campagna o un pomeriggio al vivaio. Uscire di casa al mattino e trovare ceste di fiori, rose dai fiori superbi, piccole decorazioni, rampicanti mai visti, beh, è bello.

E poi le persone che lavorano con i fiori non sono noiose.

Due meravigliosi venditori di rose al Flor 13, Torino

Due meravigliosi venditori di rose al Flor 13, Torino

Sentir parlare di fiori chi li conosce bene non è una cosa che capita tutti i giorni. E’ come ascoltare una poesia che parla di profumi e sensazioni legate ai colori.

Il Flor 13 di Torino è andato, le vie si sono svuotate, le cestone di vimini piene di nuvole profumate, anche. Ma tornerà. E io, se fossi in voi, non me lo farei scappare un’altra volta.

Tanacetum, Delphinium, Gaura, Cosmos, e molto altro.

Tanacetum, Delphinium, Gaura, Cosmos, e molto altro.


Picture by Apple2000 http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Apple2000le2000

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I frutteti sono una delle più belle “stanze” che un giardino possa avere. Amano il sole, regalano splendide fioriture primaverili e cestini stracolmi di frutta in estate. Cosa volere di più? Beh, tutta questa abbondanza ha un piccolo prezzo: le piante da frutto vanno:

  1. trattate per evitare che insetti, funghi e malattie varie le attacchino. (io preferisco utilizzare il verde rame evitando prodotti chimici, aggressivi sia con le piante che con l’ambiente).
  2. potate. Questo è un punto dolente, soprattutto per me che, nonostante occuparmi di piante e fiori mi appassioni da anni, soffro nel tagliare rami. E invece è un’operazione più che necessaria e da svolgere con attenzione, soprattutto nei riguardi delle piante da frutto, che hanno esigenze, fioriture e maturazione dei frutti differenti. Per questo, se non si hanno abbastanza conoscenze in merito, è meglio affidarsi a qualcuno di competente che sa quali rami tagliare (alcune piante fioriscono su rami dell’anno precedente, altri su quelli dell’anno in corso).

Una volta che avrete realizzato che dovrete svolgere questo piccolo (ma doveroso) compito, allora sarete pronti ad avere alberi da frutto. Come sceglierli?

Il pesco (Prunus persica) preferisce i climi miti ma nel periodo di riposo ha bisogno di almeno un migliaio di ore al di sotto dei 7° per poter fiorire. Odia i terreni argillosi e calcarei perché le radici ne soffrono; molto meglio un terreno sabbioso.

L’albicocco (Prunus armeniaca) resiste al freddo più del pesco, ma fiorisce molto presto e, se ci sono gelate tradive o grandi piogge primaverili, i fiori si bruceranno o marciranno, per cui sarà impossibile avere dei frutti.

Il ciliegio (Prunus avium) resiste al freddo ma, ancora più del pesco, odia i terreni argillosi. Richiede, infatti, terreni in cui l’acqua filtra velocemente. Vuole poca acqua.

Il susino (Prunus domestica) resiste bene al freddo e ai terreni poco sciolti. Nei climi miti la fioritura viene ritardata ma è prolungata.

Il melo (Malus) e il pero (Pyrus) sono poco esigenti e resistono al freddo.

Data questa leggerissima infarinatura sulle caratteristiche generali delle piante più comuni, parliamo della progettazione di un giardino che include uno o più alberi da frutto. Possono infatti trovare il loro posto in giardino come piante dominanti e non solo come parti di un frutteto.

Sotto di loro potete posizionare bulbi a fioritura primaverile (tulipani, narcisi, muscari), e bulbi, annuali o perenni a fioritura estiva (aster, agapanthus, tulbaghia, matthiola, ecc). Durante il periodo di fioritura dell’albero (intorno ad aprile, maggio), questa sarà accompagnata dai colori e dalle splendide corolle dei bulbi. E quando la pianta avrà perso i fiori per lasciare spazio a foglie e frutti, ci penseranno i fiori posti sotto la sua chioma a colorare il giardino.

E se non avete un giardino abbastanza ampio da poter ospitare un albero di questo tipo, vi consiglio di affidarvi ad un rampicante dalle grandi foglie quasi rotonde, dai fiori grassi e gialli che profumano tanto la sera e dai frutti famosi: il kiwi (Actinidia). Cresce molto in fretta, è rusticissima e resiste anche a temperature che vanno sotto i 20°. Le uniche accortezze che dovrete avere per avere frutti sono:

  1. bagnare molto (i kiwi amano molto l’acqua);
  2. avere almeno una pianta maschio e una femmina. L’Actinidia è infatti una pianta dioica – come si chiama in gergo botanico – ed esistono quindi esemplari maschi ed altre femmine. Senza la pianta maschio, i fiori della pianta femmina non saranno fecondati e non si avranno frutti.

Non è bello celebrare un matrimonio in giardino? E non sto parlando di persone, ma di piante di kiwi :)


lupinus

Lupinus

Progettare giardini significa essere consapevoli del fatto che le piante, a progetto finito, saranno il fulcro attorno al quale si muoveranno le persone e gli arredi, le luci e i colori. L’atmosfera del giardino.

L’aspetto architettonico è fondamentale: le forme delle aiuole, i gazebi, la scelta di posizionare una pianta di media o bassa altezza, i materiali, tutto concorre nel formare un insieme che deve risultare in armonia. Ma per ottenere l’effetto desiderato – che può essere romantico, naturale, pomposo piuttosto che minimal – il colore deve essere tra le prime varianti da prendere in considerazione.

Come quando ci si veste e si associano i colori armonicamente, anche un giardino deve risultare piacevole e le tinte devono sposarsi in modo che l’insieme regali sensazioni precise. La differenza fondamentale tra le due cose è che i vestiti sono oggetti e per questo invariabili (lavaggi sbagliati esclusi!), mentre i fiori no! Sbocciano in tempi diversi e spesso non quando vorremmo. Per questo, creando una bordura, è necessario verificare l’epoca di fioritura delle varietà selezionate. Sarebbe mokto demoralizzante attendere la fioritura di un’aiuola e poi scoprire che i fiori che abbiamo pensato di mettere a dimora sbocciano in tempi diversi e le combinazioni di colore a cui abbiamo pensato sono impossibili nella realtà.

Non solo, un colore regala sensazioni ben distinte, che variano anche a seconda della luce e delle ombre. Il bianco, per esempio, è un colore “pulito”, “puro” e risalta in modo magnifico all’ombra, mentre si perde con la luce forte del sole.

Il giallo, è il colore della luce. E’ vivace e grintoso. Per questo, se abbinato a tinte sbagliate, costruisce un insieme troppo caldo e pesante (con i rossi e gli arancioni, per esempio); se, al contrario, si sposa con toni a forte contrasto ma ben studiati (viola) o complementari (blu, azzurro) o ancora a colori freddi ma più delicati (rosa), crea rispettivamente un’effetto allegro, raffinato o delicato.

Oggi, in particolare, parlerò di associazioni di giallo e viola nelle loro sfumature,suggerendovi come ottenere una fioritura in questi due colori a partire dalla primavera fino all’estate.

In generale, per semplificare la creazione di una bordura o di un’aiuola, è sempre conveniente utilizzare i bulbi (si mettono a dimora in autunno) e integrarli con piante perenni  annuali (queste ultime si possono seminare di primavera in primavera per avere effetti diversi di anno in anno)

In aprile, Narcisi, Tulipani e Muscari possono riempire un buono spazio che si può integrare con Viola cornuta, Doronicum caucasicum, Primula vulgaris, Primula denticulata.

narciso

Narcissus

A primavera inoltrata, la scelta è ancora più ampia: Allium, Phlox douglasii, Limnanthes douglasii, Iris, Delphinium. E anche le Peonie, di cui esistono ormai decine di varietà, si trovano sia nel giallo che nel viola. Per non parlare dei lupini (Lupinus), di cui esiste persino una varietà che contiene giallo e viola insieme.

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Delphinium

In estate, la stagione in cui questi due colori potrebbero esprimersi al meglio, si può scegliere tra Verbena bonariensis, Hemerocallis, Aster.

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Hemerocallis

Giallo e viola sono due colori forti che, a mio parere, vanno mischiati smorzando i toni di uno o del’altro (associando, per esempio, il giallo intenso del Lupinus al lilla del Delphinium elatum “Blushing brides”).

L’effetto che otterrete accostando questi due colori sarà in ogni caso vivace, allegro. I fiori che portano questi colori vogliono quasi tutti il sole (a parte eccezioni come la Vinca) ed è questo il contesto in cui riusciranno a far parlare di gioia il vostro giardino.


Rosa Peace

Rosa Peace

 

Le rose sono spesso viste come piante difficili che richiedono molte più cure rispetto ad altre.

In realtà molte varietà sono decisamente rustiche (significa che non soffrono il freddo) e molte non richiedono nemmeno di essere potate. Gli ibridatori producono decine di nuove varietà ogni anno, per questo la scelta è quasi infinita.

Quando si pensa di voler inserire una rosa in giardino, è bene informarsi su una lunga serie di dettagli: altezza, larghezza, colore dei boccioli, colore dei fiori, portamento (arbustivo, tappezzante, rampicante – climber o rambler*), epoca di fioritura (le rose antiche fioriscono una volta sola**), resistenza al freddo e ai parassiti, necessità o meno di potatura, presenza di spine (se ci sono bambini che frequentano il giardino abitualmente), produzione di bacche in autunno/inverno.

In linea generale, le rose soffrono il caldo eccessivo, ma vogliono il sole almeno per una parte della giornata, per riuscire ad asciugarsi ed allontanare il rischio di essere attaccate da malattie funginee.

Penso che le rose siano poco utilizzate nelle siepi e questo è un peccato. Una delle migliori, per la rifiorenza, la rusticità, il sapore antico dei suoi fiori, è la Rosa Peace.

E’ stata creata dall’ibridatore Meilland nel 1945 ed è subito diventata una delle rose più popolari. Ha portamento eretto, che raggiunge gli 80/100 cm di altezza ed è quindi perfetta per una siepe che separa due ambienti del giardino. I fiori sono grandi e hanno 50 petali esatti, dal colore giallo con sfumature rosa sui bordi. Fiorisce da maggio fino ai primi freddi e ha un profumo delicato e dolce.

Rosa Peace, fiore maturo.

Rosa Peace, fiore maturo.

Nonostante la bellezza dei fiori stradoppii di alcune rose, credo che il sapore antico, semplice, delicato della Rosa Peace sia ineguagliabile. E che non possa mancare in un giardino, sarebbe un vero peccato.