Frutti acerbi di mirtillo gigante

Frutti acerbi di mirtillo gigante

I mirtilli accompagnavano l’inizio delle mie estati, quando ero bambina. Andavo a raccoglierli in montagna battendo a terra un bastone, come mi aveva insegnato papà, per allontanare le vipere.

Oggi è mio figlio a raccoglierli, semplicemente uscendo dalla porta della nostra veranda e prendendoli da un vaso lì vicino. Detto così sembra molto triste, forse perché a me le piante in vaso mettono un po’ di tristezza. Eppure loro sono intelligenti, forse più di tutti gli altri esseri viventi che non sono ancorati alla terra dalle radici*, e sono molto felici in quella posizione.

I mirtilli (Vaccinium) hanno un fiore a campanella, piccolo e bianco, che all’inizio dell’estate lascia il posto al frutto. A dispetto della sua dolcezza, vuole, esige, pretende una terra acida (dal ph basso, reperibile in tutti i vivai sotto la voce “terriccio per acidofile” che, comunemente sono azalee, camelie, rododendri). Per questo la nostra pianta di mirtilli è in un vaso: il calcare della nostra terra l’avrebbe uccisa subito.

Se, però, la vostra terra e la vostra acqua permettono alle cosiddette acidofile di crescere bene, potete lasciare che il mirtillo cresca fuori da un vaso, scegliendo tra le varietà quelle più basse e quasi striscianti o quelle più alte, che arrivano oltre un metro di altezza.

Il fiore bianco permette di accostare il mirtillo a qualsiasi altra pianta che sbocci in maggio, purché ami, come lui, ricevere tanta acqua. Il mirtillo gigante americano, che arriva ben oltre il metro di altezza, è molto bello contro un muro, contornato da piantine di Kalmia carolina.

Gli altri mirtilli, più bassi di altezza, possono fare da tappezzanti e aiutare a riempire aiuole di acidofile insieme a Skimmia ed Erica, in modo che risultino fiorite gran parte dell’anno.

C’è chi riesce a far crescere acidofile anche in terreni calcarei, mettendo un telo nella terra dell’impianto, isolando i due tipi di terriccio. Beh, io penso che la natura sia perfetta così. E per questo, mi dispiace, lascio fare a lei.

* Rif. Maurice Maeterlinck, “L’intelligenza dei fiori”


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current day month ye@r *