Rosa Clair Matin, Meilland (creata nel 1960)

Rosa Clair Matin, Meilland (creata nel 1960)

E’ questo il periodo giusto per riprodurre le rose tramite talea, facendo quindi radicare piccole porzioni di rami semilegnosi presi dalla pianta madre.

Le rose sono piante semplici da curare (prestando attenzione e risolvendo i problemi creati da eventuali insetti o funghi), ma bisogna assicurarsi una condizione essenziale perché crescano bene e perché, prima ancora che diventino piante vere e proprie, le talee attecchiscano: non metterle in terreni troppo pesanti (e quindi poco drenati). Le rose soffrono infatti il ristagno di acqua nel terreno, per questo, per prepararsi alla creazione di talee io suggerisco di verificare che si abbia a disposizione della sabbia o del terreno calcareo, leggero, da mischiare alla terra del proprio giardino o a del terriccio acquistato.

Una volta che il terreno è stato preparato, bisogna scegliere il ramo giusto da cui prelevare il rametto da far radicare. Deve essere semilegnoso, sano, e possedere qualche gemma.

Il taglio deve essere effettuato con un coltellino o un paio di cesoie ben affilate (non bisogna MAI SFRANGIARE i rami durante le potature o il prelievo di talee), un paio di centimetri sotto una gemma. E’ infatti dalla gemma che verranno prodotte le nuove radici. Il rametto non deve avere rami laterali, deve essere lungo 20/30 cm circa e va interrato per una decina di centimetri. Le foglie vanno eliminate (per permettere alla piantina di inviare la propria energia verso le radici che devono nascere), lasciando solo quelle più in alto per permettere di continuare a svolgere la fotosintesi. Se viene reciso in alto, è meglio mettere del mastice per chiudere la “ferita”.

A questo punto è utile farsi aiutare dagli ormoni radicanti che si trovano in commercio, immergendovi la base della talea e mettendola poi nel vaso con il terreno che è stato preparato.

Per tutto il periodo che precede la messa a dimora della talea all’aperto bisogna umidificare la piantina (senza esagerare, si rischia di farla marcire) perché queste talee sono state prelevate durante la fase vegetativa della pianta e hanno bisogno di continuarla.

Verso l’inverno, se le talee hanno attecchito, nasceranno le prime foglie nuove e in primavera potranno essere messe a dimora.


Boccioli di rosa moderna

Boccioli di rosa moderna

Le rose sono piante forti che, al contrario di quanto si pensi, non richiedono molta manutenzione. Avete mai visto altri fiori se non rose ed erbacce nei giardini di case abbandonate? Ecco. Questo è il frutto della loro tenacia e della loro robustezza. Da qui si deduce chiaramente quanto sia semplice curare le rose.

E’ vero, sono spesso attaccate dagli afidi e per cacciarli, se non volete usare un insetticida, potete tirare fuori la vostra pazienza e passare foglie e rami con batuffoli di cotone bagnati di alcol o rendere utili le ortiche che strappate macerandole e spruzzando il risultato sulle vostre rose. E poi, rimedio semplicissimo da attuare, mettete sempre uno spicchio di aglio nella terra vicino alla pianta.

Ci sono stagioni difficili, questo è altrettanto vero, in cui l’umidità e le piogge abbondanti mettono a dura prova anche le rose più rustiche provocando delle malattie funginee. Se le foglie hanno macchie nere, prima piccole e poi grandi, vi trovate di fronte alla ticchiolatura. Potete spruzzarle con acqua, bicarbonato (un cucchiaio per tre litri di acqua) e detersivo per piatti. Il pepe serve invece per tenere lontani i bruchi che si nutrono di foglie e fiori.

Lo so, questo elenco di possibili problemi alle vostre rose vi ha spaventati. In realtà non dovete: curare le rose è molto più semplice di quel che sembra. Lasciate che vengano baciate dal sole (che asciuga l’umidità da loro tanto temuta) e potatele a fine inverno (solitamente questa è un’operazione da eseguire a fine febbraio, ma dipende dal clima dell’anno).

Ah! E parlate alle rose. Tanto.

Rosa Just Joey, ibrido di Tea, fiore 14 cm, anno di creazione 1972

Rosa Just Joey, ibrido di Tea, fiore 14 cm, anno di creazione 1972


Rosa Peace

Rosa Peace

 

Le rose sono spesso viste come piante difficili che richiedono molte più cure rispetto ad altre.

In realtà molte varietà sono decisamente rustiche (significa che non soffrono il freddo) e molte non richiedono nemmeno di essere potate. Gli ibridatori producono decine di nuove varietà ogni anno, per questo la scelta è quasi infinita.

Quando si pensa di voler inserire una rosa in giardino, è bene informarsi su una lunga serie di dettagli: altezza, larghezza, colore dei boccioli, colore dei fiori, portamento (arbustivo, tappezzante, rampicante – climber o rambler*), epoca di fioritura (le rose antiche fioriscono una volta sola**), resistenza al freddo e ai parassiti, necessità o meno di potatura, presenza di spine (se ci sono bambini che frequentano il giardino abitualmente), produzione di bacche in autunno/inverno.

In linea generale, le rose soffrono il caldo eccessivo, ma vogliono il sole almeno per una parte della giornata, per riuscire ad asciugarsi ed allontanare il rischio di essere attaccate da malattie funginee.

Penso che le rose siano poco utilizzate nelle siepi e questo è un peccato. Una delle migliori, per la rifiorenza, la rusticità, il sapore antico dei suoi fiori, è la Rosa Peace.

E’ stata creata dall’ibridatore Meilland nel 1945 ed è subito diventata una delle rose più popolari. Ha portamento eretto, che raggiunge gli 80/100 cm di altezza ed è quindi perfetta per una siepe che separa due ambienti del giardino. I fiori sono grandi e hanno 50 petali esatti, dal colore giallo con sfumature rosa sui bordi. Fiorisce da maggio fino ai primi freddi e ha un profumo delicato e dolce.

Rosa Peace, fiore maturo.

Rosa Peace, fiore maturo.

Nonostante la bellezza dei fiori stradoppii di alcune rose, credo che il sapore antico, semplice, delicato della Rosa Peace sia ineguagliabile. E che non possa mancare in un giardino, sarebbe un vero peccato.