Una farfalla posata su un fiore di Verbena bonariensis

Una farfalla posata su un fiore di Verbena bonariensis

La prima volta che ho visitato il giardino di una mia amica irlandese (quindi una che per cultura ha nel dna il concetto di giardino, verde, bordure, fiori) era estate.

Mi ricordo che nel cortile di fronte alla casa c’erano queste grandi aiuole rialzate dove la Datura e le sue grandi campane mi avevano ipnotizzato. Erano esattamente dove dovevano stare. Nel posto perfetto, incrociate ad altre piante che la lasciavano dominare facendole, nello stesso tempo, una compagnia perfetta.

Quando ho staccato gli occhi da quella aiuola ho notato che c’era qualcos’altro di così perfettamente inglese da lasciarmi incantata lì, in mezzo al giardino. Di Verbena bonariensis ne ho vista tanta, in tante bordure. Ma c’è qualcosa nel gusto inglese per le bordure che la rende diversa, con quel suo spiccare tra le piante più basse come se fosse lì a caso. Che poi, in effetti, lei decide spesso di mettersi in un posto a caso del giardino. E se si può, è bello lasciarla fare oppure assecondare la sua indole. Esattamente come fanno gli inglesi.

La mischiano con le Carex, delle graminacee che riempiono da sotto il vuoto che lascia il suo portamento slanciato. E la affiancano a Gaura e Salvie ornamentali. La Verbena bonariensis, infatti, ha un color viola decisamente non volgare, con sfumature che si sposano benissimo con i bianchi rosati della Gaura, ma anche con l’arancio tenue di una Salvia “Il pellegrino”.

In realtà, nel mio giardino la immagino più vicina alla mia Rosa Mutabilis, che ha fiori che sbocciano in un arancio chiaro ma luminoso e in due giorni passano al rosa e poi al fucsia.

Sì, penso che le avvicinerò, ora sono troppo lontane tra loro.


lupinus

Lupinus

Progettare giardini significa essere consapevoli del fatto che le piante, a progetto finito, saranno il fulcro attorno al quale si muoveranno le persone e gli arredi, le luci e i colori. L’atmosfera del giardino.

L’aspetto architettonico è fondamentale: le forme delle aiuole, i gazebi, la scelta di posizionare una pianta di media o bassa altezza, i materiali, tutto concorre nel formare un insieme che deve risultare in armonia. Ma per ottenere l’effetto desiderato – che può essere romantico, naturale, pomposo piuttosto che minimal – il colore deve essere tra le prime varianti da prendere in considerazione.

Come quando ci si veste e si associano i colori armonicamente, anche un giardino deve risultare piacevole e le tinte devono sposarsi in modo che l’insieme regali sensazioni precise. La differenza fondamentale tra le due cose è che i vestiti sono oggetti e per questo invariabili (lavaggi sbagliati esclusi!), mentre i fiori no! Sbocciano in tempi diversi e spesso non quando vorremmo. Per questo, creando una bordura, è necessario verificare l’epoca di fioritura delle varietà selezionate. Sarebbe mokto demoralizzante attendere la fioritura di un’aiuola e poi scoprire che i fiori che abbiamo pensato di mettere a dimora sbocciano in tempi diversi e le combinazioni di colore a cui abbiamo pensato sono impossibili nella realtà.

Non solo, un colore regala sensazioni ben distinte, che variano anche a seconda della luce e delle ombre. Il bianco, per esempio, è un colore “pulito”, “puro” e risalta in modo magnifico all’ombra, mentre si perde con la luce forte del sole.

Il giallo, è il colore della luce. E’ vivace e grintoso. Per questo, se abbinato a tinte sbagliate, costruisce un insieme troppo caldo e pesante (con i rossi e gli arancioni, per esempio); se, al contrario, si sposa con toni a forte contrasto ma ben studiati (viola) o complementari (blu, azzurro) o ancora a colori freddi ma più delicati (rosa), crea rispettivamente un’effetto allegro, raffinato o delicato.

Oggi, in particolare, parlerò di associazioni di giallo e viola nelle loro sfumature,suggerendovi come ottenere una fioritura in questi due colori a partire dalla primavera fino all’estate.

In generale, per semplificare la creazione di una bordura o di un’aiuola, è sempre conveniente utilizzare i bulbi (si mettono a dimora in autunno) e integrarli con piante perenni  annuali (queste ultime si possono seminare di primavera in primavera per avere effetti diversi di anno in anno)

In aprile, Narcisi, Tulipani e Muscari possono riempire un buono spazio che si può integrare con Viola cornuta, Doronicum caucasicum, Primula vulgaris, Primula denticulata.

narciso

Narcissus

A primavera inoltrata, la scelta è ancora più ampia: Allium, Phlox douglasii, Limnanthes douglasii, Iris, Delphinium. E anche le Peonie, di cui esistono ormai decine di varietà, si trovano sia nel giallo che nel viola. Per non parlare dei lupini (Lupinus), di cui esiste persino una varietà che contiene giallo e viola insieme.

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Delphinium

In estate, la stagione in cui questi due colori potrebbero esprimersi al meglio, si può scegliere tra Verbena bonariensis, Hemerocallis, Aster.

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Hemerocallis

Giallo e viola sono due colori forti che, a mio parere, vanno mischiati smorzando i toni di uno o del’altro (associando, per esempio, il giallo intenso del Lupinus al lilla del Delphinium elatum “Blushing brides”).

L’effetto che otterrete accostando questi due colori sarà in ogni caso vivace, allegro. I fiori che portano questi colori vogliono quasi tutti il sole (a parte eccezioni come la Vinca) ed è questo il contesto in cui riusciranno a far parlare di gioia il vostro giardino.


Il pizzo della regina Anna (Queen Ann's lace - Daucus carota) in un vaso di fiori sul tavolo della cucina

Il pizzo della regina Anna (Queen Ann’s lace – Daucus carota) in un vaso di fiori sul tavolo della cucina

Quando penso ad un giardino da progettare, non lo immagino mai come una tabula rasa dove qualsiasi pianta spontanea è stata eliminata solo perché non rientra tra quelle tanto acclamate e consigliate su qualche catalogo.

Le piante spontanee, anche quelle infestanti, non sono da estirpare a prescindere e ci dovrebbe soffermare su ciascuna, sui suoi colori e i suoi tratti, cercando di studiare il modo giusto per integrarla con arbusti o piante in modo che rimanga nel luogo in cui è nata e valorizzi ciò che si va a mettere di nuovo.

Il trifoglio (Trifolium), per esempio, ha un fiore splendido, come anche l’ Achillea, la Scabiosa (quest’ultima viene anche venduta nei vivai).

Trifolium, in un prato

Trifolium, in un prato

Quando si ha a disposizione questo pratrimonio, è un peccato sprecarlo e perdere l’occasione di sfruttarlo per valorizzare il proprio giardino dandogli, tra l’altro, quell’aria naturale e spontanea che gli fa così bene.

C’è un’erba, in particolare, che ha il portamento perfetto per accompagnare in una bordura arbusti e altri fiori. Si chiama Daucus Carota, ma gli inglesi hanno saputo rendergli onore chiamandola con un nome ben più romantico: Queen Ann’s lace (Il pizzo della regina Anna).

Hanno avuto ragione, i suoi fiori formano la trama di un merletto e, a tratti, sembra un’ortensia in miniatura. E’ bella, infatti,  come contorno ad una Ortensia Annabelle, dello stesso bianco, in una bordura a mezz’ombra. O da far risaltare sopra ad un letto composto dai piccoli fiori rosa di Phlox, per poi tagliarla e riempire un vaso della sua nuvola bianca.

Rimane un solo problema: ricordarsi che è un fiore. E non un pizzo.


Frutti acerbi di mirtillo gigante

Frutti acerbi di mirtillo gigante

I mirtilli accompagnavano l’inizio delle mie estati, quando ero bambina. Andavo a raccoglierli in montagna battendo a terra un bastone, come mi aveva insegnato papà, per allontanare le vipere.

Oggi è mio figlio a raccoglierli, semplicemente uscendo dalla porta della nostra veranda e prendendoli da un vaso lì vicino. Detto così sembra molto triste, forse perché a me le piante in vaso mettono un po’ di tristezza. Eppure loro sono intelligenti, forse più di tutti gli altri esseri viventi che non sono ancorati alla terra dalle radici*, e sono molto felici in quella posizione.

I mirtilli (Vaccinium) hanno un fiore a campanella, piccolo e bianco, che all’inizio dell’estate lascia il posto al frutto. A dispetto della sua dolcezza, vuole, esige, pretende una terra acida (dal ph basso, reperibile in tutti i vivai sotto la voce “terriccio per acidofile” che, comunemente sono azalee, camelie, rododendri). Per questo la nostra pianta di mirtilli è in un vaso: il calcare della nostra terra l’avrebbe uccisa subito.

Se, però, la vostra terra e la vostra acqua permettono alle cosiddette acidofile di crescere bene, potete lasciare che il mirtillo cresca fuori da un vaso, scegliendo tra le varietà quelle più basse e quasi striscianti o quelle più alte, che arrivano oltre un metro di altezza.

Il fiore bianco permette di accostare il mirtillo a qualsiasi altra pianta che sbocci in maggio, purché ami, come lui, ricevere tanta acqua. Il mirtillo gigante americano, che arriva ben oltre il metro di altezza, è molto bello contro un muro, contornato da piantine di Kalmia carolina.

Gli altri mirtilli, più bassi di altezza, possono fare da tappezzanti e aiutare a riempire aiuole di acidofile insieme a Skimmia ed Erica, in modo che risultino fiorite gran parte dell’anno.

C’è chi riesce a far crescere acidofile anche in terreni calcarei, mettendo un telo nella terra dell’impianto, isolando i due tipi di terriccio. Beh, io penso che la natura sia perfetta così. E per questo, mi dispiace, lascio fare a lei.

* Rif. Maurice Maeterlinck, “L’intelligenza dei fiori”


Maggio è il mese dell’orto, oltre che quello delle rose. E infatti le due cose sono strettamente collegate, almeno secondo la tradizione contadina, che vuole che la fioritura delle rose segni l’inizio della messa a dimora delle piantine nell’orto.

Coltivare le erbe aromatiche non è difficile; meno facile è invece posizionarle in una bordura al di fuori nell’orto, accostandole ad altre piante come se fossero solo ornamentali e non anche commestibili.

Uno dei fiori più belli è quello dell’erba cipollina (Allium Shoenoprasum).

Allium shoeniprasum (picture source: http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Pharaoh_Hound)

Allium shoenoprasum (picture source: http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Pharaoh_Hound)

 Fiorisce in estate e vuole il sole ma anche il terreno sempre umido. Da abbinare a Polygonum bistorta “Superbum” per avere sfumature di rosa per tutta l’estate, con Lysimachia clethroides per farla dominare dalle splendide spighe bianche di questa pianta o con Hemerocallis “Stafford” per ravvivarla con il rosso.

Al contrario, le piante del genere Salvia non amano i terreni umidi. Vogliono tanto sole e poca acqua. Se avete uno spazio da riempire e non volete fare molta fatica ad ottenere un cespuglio rigoglioso e fiorito, credo proprio che la Salvia officinalis Purpurascens faccia per voi. Le foglie tendono al rosso, i fiori al viola. Ed è perfetta così, mentre domina lo spazio per tutto l’anno, anche in cucina.

Salvia officinalis Purpurascens (picture source www.planthis.com.au)

Salvia officinalis Purpurascens (picture source www.planthis.com.au)

Anche le salvie ornamentali sono utilissime nelle bordure. Io amo la Salvia buchananii. Non è commestibile, ma ha un fiore talmente bello che non può mancare in un giardino.

Salvia buchananii (Picture source: http://www.flickr.com/photos/scottzona/1922347517/)

Salvia buchananii (Picture source: http://www.flickr.com/photos/scottzona/1922347517/)

Fiorisce da aprile all’autunno e resiste fino a -5°, per questo va protetta dal freddo nei climi rigidi. Vuole poca acqua e, data la sua fioritura precoce può essere associata ai bulbi a fioritura primaverile, dai quali può spuntare con il suo portamento eretto. E, vista la sua rifiorescenza, in estate è bellissima associata ad una tappezzante dai colori pastello, come la Phlomis russeliana, che ha foglie a cuore, persistenti, e fiori giallo burro.

Questi sono solo pochi esempi, giusto quelli da seguire in questi caldi giorni di metà maggio (Profumandosi le mani, raffinando l’olfatto).