L’inizio della primavera è anche il momento in cui i Prunus fioriscono. Prunus è in realtà un termine generico, con cui si identificano alcune specie di alberi da frutto. Nello specifico, il Prunus cerasifera è il nome botanico del comune ciliegio, il Prunus armeniaca dell’albicocco, il Prunus persica del pesco e il Prunus avium del susino.

Accanto alle varietà da frutto (moltissime), ci sono quelle ornamentali. La maggior parte sviluppano frutti piccoli e spesso non commestibili e presentano la stessa meravigliosa fioritura dei loro cugini da frutto.

Hanno un grande valore ornamentale e, date le loro dimensioni ridotte, trovano spazio anche in giardini piccoli. Posizionati “strategicamente” regalano al giardino una bella macchia di colore, accompagnando la fioritura dei bulbi primaverili.

Per non creare accostamenti di colore errati, selezionate la varietà considerando sia il colore dei fiori sia quello delle foglie. I ciliegi ornamentali, per esempio, hanno foglie violacee e fiori rosati; quando questi ultimi saranno caduti, le foglie formeranno una macchia violacea per tutta l’estate, bellissima se accostata a piante dalla fioritura rosa (Violaciocca, facile da seminare, Oenothera o Aster, per fare qualche esempio) o gialla/color albicocca (Hypericum, qualche varietà di Hemerocallis). Splendidi anche vicino ai meravigliosi Iris Japonica, sui cui petali bianchi spiccano sfumature di lilla e arancio.

Prunus ornamentale #prunus

 


Picture by Apple2000 http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Apple2000le2000

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I frutteti sono una delle più belle “stanze” che un giardino possa avere. Amano il sole, regalano splendide fioriture primaverili e cestini stracolmi di frutta in estate. Cosa volere di più? Beh, tutta questa abbondanza ha un piccolo prezzo: le piante da frutto vanno:

  1. trattate per evitare che insetti, funghi e malattie varie le attacchino. (io preferisco utilizzare il verde rame evitando prodotti chimici, aggressivi sia con le piante che con l’ambiente).
  2. potate. Questo è un punto dolente, soprattutto per me che, nonostante occuparmi di piante e fiori mi appassioni da anni, soffro nel tagliare rami. E invece è un’operazione più che necessaria e da svolgere con attenzione, soprattutto nei riguardi delle piante da frutto, che hanno esigenze, fioriture e maturazione dei frutti differenti. Per questo, se non si hanno abbastanza conoscenze in merito, è meglio affidarsi a qualcuno di competente che sa quali rami tagliare (alcune piante fioriscono su rami dell’anno precedente, altri su quelli dell’anno in corso).

Una volta che avrete realizzato che dovrete svolgere questo piccolo (ma doveroso) compito, allora sarete pronti ad avere alberi da frutto. Come sceglierli?

Il pesco (Prunus persica) preferisce i climi miti ma nel periodo di riposo ha bisogno di almeno un migliaio di ore al di sotto dei 7° per poter fiorire. Odia i terreni argillosi e calcarei perché le radici ne soffrono; molto meglio un terreno sabbioso.

L’albicocco (Prunus armeniaca) resiste al freddo più del pesco, ma fiorisce molto presto e, se ci sono gelate tradive o grandi piogge primaverili, i fiori si bruceranno o marciranno, per cui sarà impossibile avere dei frutti.

Il ciliegio (Prunus avium) resiste al freddo ma, ancora più del pesco, odia i terreni argillosi. Richiede, infatti, terreni in cui l’acqua filtra velocemente. Vuole poca acqua.

Il susino (Prunus domestica) resiste bene al freddo e ai terreni poco sciolti. Nei climi miti la fioritura viene ritardata ma è prolungata.

Il melo (Malus) e il pero (Pyrus) sono poco esigenti e resistono al freddo.

Data questa leggerissima infarinatura sulle caratteristiche generali delle piante più comuni, parliamo della progettazione di un giardino che include uno o più alberi da frutto. Possono infatti trovare il loro posto in giardino come piante dominanti e non solo come parti di un frutteto.

Sotto di loro potete posizionare bulbi a fioritura primaverile (tulipani, narcisi, muscari), e bulbi, annuali o perenni a fioritura estiva (aster, agapanthus, tulbaghia, matthiola, ecc). Durante il periodo di fioritura dell’albero (intorno ad aprile, maggio), questa sarà accompagnata dai colori e dalle splendide corolle dei bulbi. E quando la pianta avrà perso i fiori per lasciare spazio a foglie e frutti, ci penseranno i fiori posti sotto la sua chioma a colorare il giardino.

E se non avete un giardino abbastanza ampio da poter ospitare un albero di questo tipo, vi consiglio di affidarvi ad un rampicante dalle grandi foglie quasi rotonde, dai fiori grassi e gialli che profumano tanto la sera e dai frutti famosi: il kiwi (Actinidia). Cresce molto in fretta, è rusticissima e resiste anche a temperature che vanno sotto i 20°. Le uniche accortezze che dovrete avere per avere frutti sono:

  1. bagnare molto (i kiwi amano molto l’acqua);
  2. avere almeno una pianta maschio e una femmina. L’Actinidia è infatti una pianta dioica – come si chiama in gergo botanico – ed esistono quindi esemplari maschi ed altre femmine. Senza la pianta maschio, i fiori della pianta femmina non saranno fecondati e non si avranno frutti.

Non è bello celebrare un matrimonio in giardino? E non sto parlando di persone, ma di piante di kiwi :)


Frutti acerbi di mirtillo gigante

Frutti acerbi di mirtillo gigante

I mirtilli accompagnavano l’inizio delle mie estati, quando ero bambina. Andavo a raccoglierli in montagna battendo a terra un bastone, come mi aveva insegnato papà, per allontanare le vipere.

Oggi è mio figlio a raccoglierli, semplicemente uscendo dalla porta della nostra veranda e prendendoli da un vaso lì vicino. Detto così sembra molto triste, forse perché a me le piante in vaso mettono un po’ di tristezza. Eppure loro sono intelligenti, forse più di tutti gli altri esseri viventi che non sono ancorati alla terra dalle radici*, e sono molto felici in quella posizione.

I mirtilli (Vaccinium) hanno un fiore a campanella, piccolo e bianco, che all’inizio dell’estate lascia il posto al frutto. A dispetto della sua dolcezza, vuole, esige, pretende una terra acida (dal ph basso, reperibile in tutti i vivai sotto la voce “terriccio per acidofile” che, comunemente sono azalee, camelie, rododendri). Per questo la nostra pianta di mirtilli è in un vaso: il calcare della nostra terra l’avrebbe uccisa subito.

Se, però, la vostra terra e la vostra acqua permettono alle cosiddette acidofile di crescere bene, potete lasciare che il mirtillo cresca fuori da un vaso, scegliendo tra le varietà quelle più basse e quasi striscianti o quelle più alte, che arrivano oltre un metro di altezza.

Il fiore bianco permette di accostare il mirtillo a qualsiasi altra pianta che sbocci in maggio, purché ami, come lui, ricevere tanta acqua. Il mirtillo gigante americano, che arriva ben oltre il metro di altezza, è molto bello contro un muro, contornato da piantine di Kalmia carolina.

Gli altri mirtilli, più bassi di altezza, possono fare da tappezzanti e aiutare a riempire aiuole di acidofile insieme a Skimmia ed Erica, in modo che risultino fiorite gran parte dell’anno.

C’è chi riesce a far crescere acidofile anche in terreni calcarei, mettendo un telo nella terra dell’impianto, isolando i due tipi di terriccio. Beh, io penso che la natura sia perfetta così. E per questo, mi dispiace, lascio fare a lei.

* Rif. Maurice Maeterlinck, “L’intelligenza dei fiori”